giovedì 4 agosto 2016

Pedemontana? No, grazie.


L'ho presa per sbaglio, mentre andavo a Cantù per lavoro sabato mattina. Ho percorso forse 3 Km circa per un costo di 1,66€, e fin qui, a parte che è LA PIU’ CARA AUTOSTRADA DEL MONDO, il problema sarebbe relativo.

Poi bisogna pagare. Come? Solo con carta di credito. Niente caselli, si vantano, peccato che poi non c’è modo né attraverso bonifico, PayPal, Viacard o bancomat. SOLO CARTA DI CREDITO O CONTANTI PRESSO UNO DEI LORO PUNTI ACCREDITATI.

Per cui per pagare devo andare di persona (uscire con la macchina, cercare il punto accreditato, pagare e tornare a casa; tempo impiegato almeno un’oretta, costo della benzina per un paio di litri, più presa in giro finale, 1,66 Euro).
“Ah no, non pago!” Direte voi ”Se vogliono i soldi che se li venissero a prendere!”
Peccato che dopo 15 giorni arriva un sollecito, che aggiunge già da solo altri 3,5 Euro circa. Se si continua a non pagare, allora arriva la multa. A partire da 85€!

Conclusioni: l’autostrada è deserta, la gente imbufalita. 
Andate a leggere gli articoli:   La Provincia di Como, Odissea Pedemontana,  e i commenti FB/PedemontanaLombardaGratis

La società in fallimento in quanto il piano economico prevedeva oltre 22.000 veicoli al giorno, ma non superano gli 8.000!
E di tutto questo chi dobbiamo ringraziare? Ma è semplice: MARONI!
… e mi raccomando, continuiamo a costruire strade…



Il gruppo consiliare lombardo del M5S da tempo scrive sulla questione Pedemontana: 
Pedemontana: Di Pietro, mossa disperata di Maroni
Pedemontana, il consiglio regionale boccia una mozione di M5S che chiedeva di fermare l’opera
Pedemontana è un morto che cammina. Maroni la finisca con il monoteismo autostradale    No di M5S Lombardia a ulteriori finanziamenti a Pedemontana

  

venerdì 10 giugno 2016

Arese: 14 giugno consiglio comunale

E' disponibile la documentazione completa relativa 
al prossimo consiglio comunale:  leggi QUI  

Il consiglio è convocato per martedì,  14 APRILE 2016  alle ore 21.00 
presso l’Auditorium di Arese. 


Anche in questa occasione, la seduta NON sarà videoripresa. 
Ci domandiamo quanti anni occorrono per rispettare la Mozione Pd approvata il 21.10.2013 ad oggetto: "diffusione in diretta delle sedute consiliari"  e presentata con la premessa che "Tra gli obiettivi dell'amministrazione vi sono quello dell'implementazione della trasparenza delle attività e della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica".  Ci credono davvero?

A fine serata è prevista la discussione dell'incorporazione di Afol Est Milano con  Afol Milano Metropolitana: la nostra posizione sull'Agenzia Formazione e Orientamento Lavoro è sempre stata critica.   
Leggi su : Arese5stelle (la metafora di Afol) , Linkiesta,  QuiArese

Con il Lavoro - emergenza assoluta - non si scherza.





giovedì 9 giugno 2016

MOZIONE DEFRIBILLATORI


MOZIONE - Presentata dal MoVimento 5 Stelle
Al Sindaco del Comune di Arese Michela Palestra
Al Presidente del Consiglio Comunale Veronica Cerea




OGGETTO: Defribillatori in ambiente extraospedaliero

PREMESSO
che ogni anno in Italia, circa 60mila persone perdono la vita per arresto cardiocircolatorio, compresi adolescenti e bambini. Senza un trattamento d’urgenza solo il 10% dei colpiti sopravvive ad una fibrillazione o ad una tachicardia ventricolare. Dove si è intervenuto tempestivamente grazie a programmi di formazione sull'uso dei defibrillatori e corsi di primo soccorso da parte dei cittadini, le percentuali di sopravvivenza superano il 50% ed aumenta se si interviene entro i 3 minuti dall'evento.

CONSIDERATO
  • che l’arresto cardiaco può colpire chiunque, quasi sempre senza preavviso e che se il ritmo cardiaco non viene ristabilito velocemente la morte sopraggiunge in pochi minuti e danni cerebrali irreversibili possono manifestarsi dopo appena 5 - 6 minuti. Vitale è intervenire immediatamente utilizzando un defibrillatore, che consente al cuore di riprendere un ritmo cardiaco regolare.
  • che in non pochi casi l’assenza di strumentazione come il defibrillatore in luoghi pubblici e privati ha portato al decesso di persone soggette a crisi respiratorie o ad infarti.
  • che con l'utilizzo del defibrillatore automatico, anche da parte di personale non medico, adeguatamente addestrato, si può intervenire tempestivamente in attesa dei soccorsi, effettuando una defibrillazione cosiddetta "precoce" che aumenta la possibilità di sopravvivenza.
  • che occorre intervenire 'sul posto' in pochi minuti e il più delle volte l'autoambulanza non riesce ad arrivare in tempo utile e quindi occorrerebbe posizionare i defibrillatori in luoghi facilmente individuabili, sistemati in postazioni visibili, trafficate e in numero sufficiente.
  • che un impiego tempestivo del defibrillatore da parte dei presenti al fatto, prima ancora dell'arrivo del soccorso medico, può avere importanti conseguenze sugli esiti dell'arresto cardiaco e sulle possibilità di sopravvivenza di chi ne è colpito.
  • che alcune città italiane hanno già attuato questo progetto.
  • che i nuovi defibrillatori procedono automaticamente all' analisi del ritmo cardiaco e alla diagnosi e sono loro che decidono (e non il soccorritore) se emettere la scarica, evitando qualsiasi tipo di errore.
  • che la Legge n.120/2001 disciplina la presenza dei defribillatori all’interno di luoghi extraospedalieri e che il Ministero della Salute ha emesso più linee guida sull’uso degli stessi.


AL FINE
di aumentare la percentuale di sopravvivenza delle persone colpite da arresto cardiaco.

SI CHIEDE CHE IL SINDACO E LA GIUNTA SI IMPEGNINO

1) di rendere obbligatoria la dotazione di defribillatori automatici all'interno di luoghi pubblici come scuole, palestre, cinema, biblioteca, centri sportivi, piazze, vie centrali della città, e luoghi privati come complessi condominiali.
2) di ricollocare i defibrillatori in luoghi strategicamente utili, facilmente individuabili con segnalazioni, accessibili 24 ore su 24
3) di organizzare corsi di formazione e di addestramento programmati all'utilizzo dei defibrillatori in collaborazione con enti locali e promuovere iniziative per insegnare l'uso degli apparecchi alla popolazione.
4) di procedere con una capillare informazione per i cittadini, locali e turisti, oltre a coinvolgere volontariato, associazioni, stampa, enti pubblici, città Metropolitana.
5) di raccogliere i dati ed effettuare il controllo dei risultati
6) di verificare la possibilità di progetti di collaborazione sovracomunale al fine di promuovere la diffusione e l'utilizzo di defibrillatori in maniera coordinata su tutto il territorio.
Loris Balsamo
Consigliere Comunale
Arese, 18 maggio 2016

lunedì 16 maggio 2016

La dicotomia del commercio aresino




Dal sito del Comune (leggi QUI) siamo venuti a conoscenza di quello che l’amministrazione ha in mente per cercare di dare un supporto al commercio locale messo in grave crisi dall’apertura del nuovo Centro Commerciale.
Stupisce il fatto che, per conoscere la storia dagli anni 70 ad oggi della gestione del territorio da parte delle varie amministrazioni e del nostro Ufficio Tecnico, abbiano sentito la necessità di commissionare una apposita indagine, del costo di 5.856 euro, alla solita agenzia investigativa PIM (Private Investigators Milan) ma possiamo capire che in fondo l’uomo della strada alla verità nuda e cruda preferisce sentirsi raccontare una storia poco comprensibile in quanto espressa in politichese aulico molto stretto, ma in fondo gradevole là dove un po’ romanzata. 

Scopriamo così ad esempio che:

  • la Varesina e l’autostrada Milano/Laghi hanno tracciato confini ideali ponendosi come barriere fra Arese e i Comuni contermini;
  • questi elementi hanno contribuito nel tempo, insieme al blocco del comparto ex Alfa Romeo a nord, a isolare idealmente la città rispetto all’area gravitazionale in cui si trova, definendo delle logiche di sviluppo condizionate principalmente da questo carattere di introversione e dall’alta accessibilità con Milano e Varese;
  • sopravvive il grazioso centro storico collegato alle periferie tramite un romantico e armonioso sviluppo di strade, stradine e finanche sentieri; 
  • è meglio sorvolare su argomenti ostici quali gli ecomostri sorti recentemente in periferia.

.Tenendo quindi conto che:

L’obiettivo essenziale dello studio è individuare le potenzialità e criticità con particolare riferimento agli spazi urbani delle attività commerciali
Le città contemporanee sono sempre più caratterizzate in modo policentrico attraverso la messa a sistema dei diversi luoghi ognuno dei quali ha una propria caratterizzazione e funzionalità all’interno di una “visione generale”, che evidenzi le polarità, i servizi e le loro relazioni, fissando degli obiettivi e tracci un percorso di realizzazione dei progetti
Il presupposto per ogni progetto, quindi, deve tener conto dell’assunto che ogni spazio vuoto ha pari dignità degli spazi pieni: ogni ritaglio di spazio aperto è un bene prezioso da non sprecare da utilizzare con significato autonomo all’interno di un sistema unico di spazi pubblici e che al tempo stesso non vincoli l’attuazione di un progetto rispetto all’altro.
All’interno del sistema locale di spazi pubblici e della sua riqualificazione, ad esempio, le strade diventano importantissime cerniere. Dove possibile lo spazio dell’infrastruttura viene restituito al pedone e acquisisce nuove funzioni. La strada di quartiere deve diventar luogo di incontro, estensione dello spazio domestico e di socialità a integrazione della funzione commerciale.

i provvedimenti più urgenti detti in parole povere sarebbero:


  • ripudiare l’idea del collegamento col Centro Commerciale tramite navette (incautamente previsto a suo tempo dall’AdP), in quanto indurrebbe gli aresini a fare la spesa presso il Centro stesso;
  • bandi, risultati incomprensibili anche per laureati in scienza della burocrazia, tesi ad invogliare aspiranti suicidi ad aprire nuove attività commerciali (le così dette start up);
  • interventi di abbellimento dei vari minicentri di commercio locale tesi ad attrarre possibili acquirenti (classico intervento di chirurgia estetica sul paziente che sta morendo per fame).


Non siamo riusciti a capire se, nel caso i predetti interventi si dimostrassero insufficienti, verrà dato il via alla costruzione del Vallo Aresino che impedisca agli aresini l’accesso diretto al Centro Commerciale; a pensarci bene non sarebbe una cattiva idea…






giovedì 21 aprile 2016

Ikessere o non Ikessere















In occasione del consiglio comunale del 18 aprile sul tema del possibile prossimo insediamento Ikea nel nostro territorio, il sindaco ha fatto la seguente dichiarazione, riportata dalla stampa locale:  La ferma posizione dei Comuni in merito a questa trattativa è però quella che dice che un qualsivoglia nuovo insediamento nell'area dovrà essere supportato da una viabilità in grado di sopportarlo. La posizione dei Comuni su questo punto è fermissima

Anche il Patto Civico ha ripreso il tema su QuiArese (clicca QUI): Riguardo al presunto insediamento di questa amministrazione, per ora non consultata, in sinergia con le amministrazioni dei Comuni confinanti è ferma nel vincolare la valutazione di una richiesta a modifiche importanti della viabilità sovra-comunale, che possano reggere un ulteriore carico di traffico

Con le chiare e deludenti parole, il Sindaco, e in coda il Patto Civico che lo sostiene, dà per scontato che Ikea avrà certamente il suo permesso ad insediarsi. 
La ferma posizione dei Comuni riguarderà SOLO la negoziazione di altra viabilità!!!  Che tristezza constatare che non si pongono nemmeno il problema di rigettare la proposta!  Si subirà questo ennesimo sfregio del nostro territorio, purché si modifichi la viabilità per reggere l'ulteriore carico di traffico!! 
Non ci risulta che l'Accordo di Programma prevedeva la costruzione di un altro Centro commerciale. Di sicuro il comune o i comuni interessati dovranno dare le dovute autorizzazioni, altrimenti, che ci stanno a fare? 

Si risponde invece in termini di un DO UT DES: si stabilirà un QUANTO e si apriranno le negoziazioni, tese a far girare molti altri soldi, magari per costruire la famosa tangenzialina, che accontenterà tutti, in un'area già ormai fortemente congestionata di traffico e con inevitabile crescita dell'inquinamento atmosferico. 
Alla faccia anche della tutela del territorio, della difesa del piccolo commercio di vicinato, della nostra salute e della qualità delle nostre vite, che non dovrebbe avere alcun prezzo!  
Una visione politica del nostro territorio 
miope. 

Ricordiamo che la realizzazione di IKEA  a Cerro Maggiore  è stata bloccata per una mozione nel dicembre 2015 che impegnava la giunta regionale a uscire dall'accordo di programma! Escono dalla porta nel legnanese e rientrano dalla finestra grazie alla nostra deludente amministrazione? 

Una risposta che ci avrebbe rassicurato sarebbe stata: "siamo contrari"  oppure "faremo un referendum". Risposte impensabili per questi attuali amministratori, a giudicare dalle affermazioni recenti, sopra riportate. 

L'unica risposta accettabile ed auspicabile, sarebbe stata come quella dell'amministrazione di Ponte Alpi, in provincia di Belluno, sul Piave. Sentite come risponde a chi propone l'ennesimo progetto considerato irrispettoso per l'ambiente e per la città. Un caso che riguarda centraline idroelettriche, cioè fonti di energia non inquinanti, non proprio confrontabile con l'impensabile aumento di traffico che Arese subisce e subirebbe. 
Quello di Ponte Alpi è senza dubbio un caso esemplare, ideale, onesto, encomiabile, mirabile, come non se ne vedono più, da prendere ad esempio. Ecco come si dovrebbe agire per difendere il proprio territorio. 



Riusciranno i nostri eroi (un'armata Brancaleone, altro che vantata competenza!!) a cacciare gli invasori e a difendere la nostra città? 

lunedì 18 aprile 2016

Arese: 18 aprile consiglio comunale

E' disponibile la documentazione completa relativa 
al prossimo consiglio comunale:  leggi QUI  

Il consiglio è convocato per questa sera,  18 APRILE 2016  alle ore 21.00 
presso l’Auditorium di Arese. 


Anche questa volta, la seduta NON sarà videoripresa. 
Ci domandiamo quanto tempo occorre per rispettare la Mozione Pd approvata il 21.10.2013 ad oggetto: "diffusione in diretta delle sedute consiliari"  e presentata con la premessa che "Tra gli obiettivi dell'amministrazione vi sono quello dell'implementazione della trasparenza delle attività e della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica". 



domenica 10 aprile 2016

Salviamo Venezia



SPROFONDAMENTI

Venezia negli anni ’50 si è abbassata di 13 cm a causa dei prelievi d’acqua per le industrie chimiche;
le estrazioni di metano al largo e nell’area di Ravenna hanno provocato l’abbassamento (subsidenza) della zona di più di 1,20 metri, affondando gran parte delle spiagge e costringendo a rifare tutto il sistema fognario, finito sotto il livello del mare;
le estrazioni di metano hanno sprofondato il Delta del Po, con punte di 3,5 metri nell’area di Porto Tolle.

RISCHI

Oggi il Mediterraneo è già il mare più inquinato al mondo da idrocarburi (38 milligrammi al mc di contaminazione, a fronte di 3 milligrammi di altri mari); l’Adriatico è il più basso e il più sporco;
un incidente in un mare chiuso come l’Adriatico sarebbe più devastante di quello del 2010 nel Golfo del Messico (11 morti, decine di feriti nell’incendio della piattaforma; milioni di uccelli e pesci uccisi e miliardi di danni pagati dalla BP);
le esplosioni per le ricerche devastano la fauna marina e il suo habitat; sono le stesse sospettate di provocare i terremoti in Emilia e nell’area del Montello (Treviso).

ECONOMIA

Le ricerche e l’estrazione di petrolio e gas mettono a rischio due attività fondamentali: 
il TURISMO (10% del Pil nazionale, con 3 milioni di addetti) e 
la PESCA (2,5% del Pil, 350mila adetti). 
Un incidente, sempre possibile, provocherebbe la perdita decina di migliaia di posti di lavoro.

Il tutto per una quantità di petrolio che basterebbe forse a coprire il fabbisogno di 7 settimane e una di metano. L’affare è SOLO per i petrolieri che verserebbero allo stato cifre ridicole (meno del costo di questo referendum separato dalle elezioni amministrative per precisa volontà di questo governo che invita all’astensione per non raggiungere il quorum del 50% dei votanti).

(liberamente tratto da  Tera e Aqua – n°88, bimestrale dell’Ecoistituto del Veneto Alex LAnder, aderente alla Rete Ambiente Veneto)



Il M5S invita alla Partecipazione. 

Il boicottaggio e l’invito all’astensione e a disertare le urne sono indegni di una società civile.  
Si DEVE andare a votare e raggiungere il Quorum, in un referendum voluto da ben 9 regioni italiane governate sia dal centrodestra che dal centrosinistra!!!!
Salviamo Venezia! Salviamo l'Italia!

Ricordiamo l’incontro di lunedì 11 aprile ore 21, presso QuiArese TechCafé in Via Caduti (leggi QUI)


Il Milanese imbruttito vuole andare al mare e ci tiene a Venezia?
Andrà a votare il 17 aprile, andrà al mare o sceglierà la montagna?

Ridiamo un po', ecco chi è il Milanese imbruttito: